Se ce l’ho fatta io: racconti di viaggio in bicicletta

Che bel viaggio la nostra ultima diretta di martedì 20 settembre. Nel vero e proprio senso della parola! Il viaggio è stato infatti al centro di una intensa chiacchierata in compagnia di Anna, fondatrice di Ciclabiliamo e di Monica, in arte “Se ce l’ho fatta io”. Con loro abbiamo esplorato un modo particolare di vedere il mondo: in sella a una bicicletta. Anna gira in lungo e in largo l’Europa alla scoperta di nuovi percorsi e piste ciclabili da testare, perdendosi fra i meravigliosi scorci che dalla Sicilia l’hanno portata fino in Olanda. 15 anni di peregrinazioni insieme alla sua fidata due ruote e a un compagno di avventura con cui condivide le giornate di sole e quelle di pioggia, con lo stesso identico sorriso.

Anche Monica viaggia in bici. Per i suoi 60 anni, compiuti proprio quest’anno, ha scelto di regalarsi 60 giorni in solitaria da Milano alla Scozia e ritorno. Non è un’atleta, né una persona alla ricerca di esperienze estreme. Semplicemente ha deciso di uscire dalla sua zona di comfort e di affrontare una nuova esperienza che le ha regalato tante emozioni e una nuova consapevolezza di sé. Nel suo blog “Se ce l’ho fatta io” racconta giorno dopo giorno gioie, incontri, posti e anche piccoli incidenti di percorso. Come quando è caduta e si è fatta male a una mano, cosa che per qualche giorno le ha reso difficile proseguire nel suo viaggio.

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Quello che impariamo da Anna e Monica è che non serve essere super sportive o allenate per affrontare un viaggio in bicicletta. Né servono particolari attrezzature o mezzi ultramoderni. Alla base di tutto c’è lo spirito d’intraprendenza, la voglia di esplorare il mondo e, in fondo, anche di guardarsi un po’ dentro, imparando a stare con se stessi. Per chi non ci ha mai provato, può bastare un weekend per iniziare a scoprire questa nuova modalità di viaggiare e per testarsi. Come spesso accade, gli ostacoli sono innanzitutto nella nostra testa: pensieri come “non l’ho mai fatto prima, non so se ce la farò, poi chissà come faccio se mi succede qualcosa per strada…” sono leciti e si presentano ogni volta che dobbiamo affrontare una situazione nuova.

Come dice Monica, fatto il primo passo, anzi la prima pedalata, le cose vanno da sé e l’ansia evapora. Si tratta solo di partire. Quello che si scopre durante il viaggio è che, a meno di non andare proprio a cercarseli o di viaggiare in posti particolarmente difficili e lontani dal mondo moderno, non ci sono pericoli, neanche per una donna sola. Al contrario, è molto facile che scatti una certa empatia verso il viaggiatore in solitaria. Le persone si rendono disponibili a offrire informazioni, aiutare, ospitare e chiacchierare molto più di quanto non succeda quando ci si muove in compagnia. Si ha così modo di conoscere davvero i luoghi e le persone che li popolano e di sentirsi in qualche modo protetti. Fra una chiacchiera e l’altra non sono mancati consigli pratici preziosi sull’attrezzatura da portare, il bagaglio ideale, i mezzi di trasporto alternativi da usare per spostamenti intermedi, ma sempre con la bici al seguito. Nei racconti rassicuranti di Anna e Monica abbiamo riscoperto la voglia di provare una nuova esperienza, che sa di libertà e vita all’aria aperta.

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