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Come funziona il digiuno intermittente

Partiamo da un assunto: digiunare fa bene a mente e corpo. Esistono molti modi per farlo, ma di recente si è riscoperta la pratica del digiuno intermittente, un modello che alterna periodi di digiuno a periodi di alimentazione.

Gli studi scientifici sul digiuno intermittente sono innumerevoli e hanno evidenziato benefici su più aspetti. Non solo aiuta a perdere peso, ma sembrerebbe migliorare anche alcuni parametri metabolici legati allo stato di salute. Il nostro organismo, quando è in una condizione di digiuno entra in uno stato metabolico chiamato chetosi: cioè usa la massa grassa per produrre energia, preservando quella magra e favorendo il dimagrimento.

La chetosi porta con sé altri vantaggi:

  • migliora la concentrazione e la memoria
  • riduce il senso di fame
  • aumenta l’energia fisica e mentale

Il digiuno intermittente si può applicare in diversi modi. Uno dei sistemi più applicati è il cosiddetto “5 su 2” che prevede una restrizione calorica di 2 giorni a settimana e un regime alimentare equilibrato e bilanciato negli altri 5. Un altro metodo, invece, prevede di mangiare ogni giorno solo in una precisa finestra temporale di 6-8 ore e di digiunare per il resto della giornata: se quindi il primo pasto viene consumato alle 8:00 del mattino, secondo lo schema l’ultimo sarà alle 16:00.

C’è poi la cosiddetta “Dieta Mima Digiuno” definita anche come la “dieta della longevità”, che prevede una restrizione calorica di 5 giorni ogni 3-6 mesi.

Negli ultimi anni sempre più persone ricorrono al digiuno intermittente non solo come metodo per trattare sovrappeso e obesità, ma anche come stile di vita visti gli effetti benefici sullo stato di salute. A migliorare sono in particolar modo glicemia, colesterolo e trigliceridi. La perdita di massa grassa, il miglioramento dei parametri ematici, la riduzione della pressione arteriosa e il miglioramento della funzionalità epatica renderebbero infatti l’organismo più forte e longevo.

Digiuno intermittente nello sport

Anche il mondo sportivo ricorre a protocolli di digiuno intermittente. In questo caso l’obiettivo è di ridurre la massa grassa migliorando così la composizione corporea. Il protocollo più usato in questo ambito è il “digiuno 16/8” che consente di consumare cibo solo in una finestra di 8 ore giornaliere, in genere dalle 12:00 alle 20:00. Il digiuno si prolunga quindi dalla cena al pranzo del giorno dopo. L’allenamento viene fatto nella tarda mattinata, prima del pranzo, per fornire all’organismo tutti i nutrienti che sono necessari per recuperare nella fase post-allenamento.

L’idratazione qui non va trascurata: durante il periodo di digiuno possono essere assunti acqua, tè e infusi senza zucchero, per  mantenere un buon livello di idratazione, soprattutto negli atleti. I vantaggi di questa dieta nello sportivo sono la diminuzione del peso e della massa grassa, l’aumento della sensibilità insulinica e dei processi che portano a utilizzare i grassi di riserva, la miglior efficienza dei processi energetici a livello cellulare.

Per tutto quanto detto in questo articolo vale una regola aurea: il digiuno intermittente, in tutte le sue forme, deve essere affrontato con cautela e sotto stretto controllo di professionisti del settore esperti di alimentazione. Vanno definiti assieme gli obiettivi, personalizzate e modulate le restrizioni calorica in base alle proprie abitudini, all’intensità e alle diverse tipologie di allenamento.